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Farmaci umani in giro per casa tossici per cani o gatti

Secondo alcune statistiche pubblicate negli Stati Uniti, il 40% delle intossicazioni di animali domestici è causato da comuni farmaci per uso umano,

soprattutto quelli di libera vendita, mentre un altro 20% è causato da intossicazione per ingestione di piante o fiori (giglio, oleandro, stella di Natale, finte palmette etc.). 
Farmaci umani in giro per casa

Alcuni farmaci ad uso umano contengono principi attivi tossici per i nostri amici a 4 zampe.

L’assunzione di queste sostanze può alterare il normale stato di salute dell’animale, con sintomi che possono variare, a seconda del farmaco, da neurologici, circolatori, gastroenterici, respiratori fino alla morte. 

Il tossico può avere effetto immediato (come la stricnina) o prolungato, in genere nel giro di 48-72h massimo (come i dicumarinici). Quindi la rapidità d’azione dipenderà tanto dal tipo e dalla quantità di “veleno” assunto, tanto dalla mole del cane e dal tempo trascorso dall’assunzione del tossico.

Purtroppo, per il veterinario è molto difficile scoprire che tipo di tossico ha ingerito l’animale e se sia o meno intossicato, in quanto non esistono esami specifici finalizzati a ciò.

La diagnosi è sintomatologica, sulla base delle informazioni dette dai proprietari. Il veterinario andrà soprattutto a valutare se ci sono stati danni a livello del rene e del fegato, stabilizzando l’animale con una adeguata terapia. 

I farmaci più pericolosi per i nostri amici sono principalmente 4:

1) Paracetamolo. È uno dei farmaci più diffuso nelle nostre case, soprattutto in inverno! Si tratta di un FANS (Farmaco Antinfiammatorio Non Steroideo) che può essere in formulazione da solo (Tachipirina®, Efferalgan), oppure in associazione ad altri principi attivi (BronchenoloAntiflu, Neocibalgina, Cebion Febbre e Dolore, Tachidol, Tachifludec, Zerinol, Saridon e Neo-optalidon). 

In Medicina Veterinaria il Paracetamolo è invece poco utilizzato a causa della maneggevolezza relativamente bassa rispetto ad altri principi attivi: la dose tossica per il gatto è infatti 50-120 mg/kg, nel cane 200 mg/kg.

Assunto per via orale, il paracetamolo viene rapidamente assorbito a livello intestinale, metabolizzato a livello epatico ed eliminato per via urinaria sotto forma di coniugati, principalmente coniugato all’acido glucuronico.

In alcuni casi il Paracetamolo può subire un processo di ossidazione, con la formazione di un composto intermedio instabile, reattivo e potenzialmente tossico chiamato NAPQI (N-Acetil-Parabenzochinon-Immina). 

Nel giro di 2-4 ore, questi composti tossici ossidano l’emoglobina (proteina che trasporta ossigeno contenuta nei globuli rossi) a metemoglobina (una forma di emoglobina che non è in grado di trasportare ossigeno); determinano inoltre la formazione di corpi di Heinz, inclusioni citoplasmatiche costituite da metemoglobina che deformano i globuli rossi e ne causano l’emolisi, cioè la rottura. I metaboliti tossici si legano inoltre ad alcune macromolecole epatiche determinando necrosi epatica acuta. 

Nel cane tutto ciò si verifica in caso di sovradosaggio: i sintomi sono prevalentemente di tipo epatico e comprendono anoressia, dolore addominale, vomito, ittero, debolezza, coma e morte. 

Nel gatto, invece, a causa di un difetto di genetico nel metabolismo epatico, si verifica anche in seguito all’assunzione di dosi molto basse di Paracetamolo; i sintomi clinici sono invece simili a quelli provocati da una reazione allergica e comprendono cianosi (colorazione bluastra delle mucose), difficoltà respiratorie, edema del capo e delle zampe, emolisi, emoglobinuria (perdita di emoglobina con le urine, a cui consegue una colorazione bruna delle stesse), ittero, coma e morte.

2) Ibuprofene. Anche questo appartiene alla classe dei FANS, usato in umana per attenuare il dolore, soprattutto il mal di testa, il mal di denti, i dolori mestruali, quelli articolari ed i crampi addominali. L’ibuprofene inibisce l’enzima chiamato cicloossigenasi (abbreviato COX) che protegge la mucosa gastrointestinale, garantisce la perfusione ai reni e contribuire al giusto funzionamento delle piastrine. 

La sua inibizione determina quindi danni al tratto gastrointestinale, stimolando il vomito e la diarrea e provocando ulcere; disfunzioni nella regolazione dell’afflusso di sangue ai reni comportano gravi danni renali e danni piastrinici, incrementano la possibilità che il soggetto sanguini in modo anormale, causando emorragie. 

All’ingestione può seguire in poco tempo diarrea, nausea, inappetenza, perdita di peso, ulcere gastriche che possono degenerare in ulcere perforanti, incremento della sete e del bisogno di urinare, crisi epilettiche, mancanza di coordinazione motoria, coma ed infine morte. 

La quantità tossica per il cane è 100mg/kg perché inizino a formarsi delle ulcere; 300 mg/kg provocheranno insufficienza renale e gli altri sintomi più gravi.

Farmaci e termometro

3) Benzodiazepine. Comprendono principi attivi come alprazolam, diazepam, clordemetildiazepam o zolpidem, e sono farmaci usati in medicina umana come potenti sedativi del sistema nervoso centrale e prescritti in caso di ansia, nervosismo o insonnia, fra i vari disturbi. 

Alcune benzodiazepine, come il diazepam, vengono usate per trattare l'epilessia o l'ansia, ma solo il veterinario può prescrivere questo tipo di farmaci. Per questa ragione molti proprietari credono che sia possibile dare questo tipo di farmaco ai cani quando sono agitati o soffrono di ansia. Questa credenza è sbagliata perché in realtà le benzodiazepine provocano nervosismo e attacchi di panico, oltre ad essere molto pericolose per la salute epatica del cane. 

Le benzodiazepine possono provocare profonda sonnolenza e flaccidità̀ muscolare con depressione respiratoria e coma. 

4) Antidepressivi. Esistono molti tipi di antidepressivi, ma i più conosciuti sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, un gruppo del quale fanno parte principi attivi quali la fluoxetina e la paroxetina. Questi farmaci oltre a provocare problemi renali ed epatici, possono causare danni a livello del sistema nervoso, con conseguenze fatali. 

I sintomi vanno dalla sonnolenza, incoordinazione, agitazione fino ai tremori e convulsioni, accompagnati da diversa tossicità̀ cardiaca.

La dose tossica è di circa 15mg/kg, ma è variabile a secondo della molecola ingerita. 

5) Antiipertensivi. I farmaci contro la pressione alta sono rappresentati da diversi tipi di molecole, come i Calcio antagonisti, i Beta-bloccanti, gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE inibitori) e i diuretici; ognuno con diversa potenzialità̀ tossica: i primi due molto pericolosi anche a basse dosi. 

In caso di ingestione accidentale di questi farmaci si ha un abbassamento della pressione (debolezza muscolare, svenimenti), riduzione della frequenza cardiaca (bradicardia), con possibile arresto cardiaco. 



In tutti questi casi, tanto più è tempestivo l’intervento del Veterinario, tanto più la prognosi migliora. Una volta identificato il principio attivo responsabile, il veterinario procederà alla “decontaminazione”, tramite induzione del vomito o lavanda gastrica, e a tutte le cure necessarie per salvare il vostro piccolo amico a quattro zampe!

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