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Il parto della cavalla e le prime cure al puledro

Autore: Adriano Pacini, Medico Veterinario, Ippiatra


Il parto della cavalla è un momento molto delicato che andrebbe monitorato con attenzione, per essere sicuri che tutto vada per il meglio e preservare quindi la salute di mamma e puledro. La fattrice dovrebbe essere in buone condizioni durante tutta la gravidanza, cavalle molto magre o molto grasse spesso generano puledri piccoli.

Cosa fare prima del parto

Nel monitoraggio di questo momento bisogna stare attenti però a non disturbare la cavalla continuamente perché, se non è tranquilla, potrebbe decidere di partorire nell'unico momento in cui non la guardate.

Se si può, la cosa migliore sarebbe di montare una piccola telecamera che vi consenta di guardare senza essere visti. Esistono in commercio piccole telecamere acquistabili ovunque e con prezzi accessibili, che si connettono addirittura con il cellulare.

La fattrice inoltre dovrebbe poter partorire in un box abbastanza ampio, pulito e con abbondante lettiera di paglia di buona qualità o di gomma (il truciolo non è indicato poiché tende ad attaccarsi ai fluidi del parto e ad entrare nel naso del puledro), benché le cavalle possano anche essere lasciate partorire all'aperto se il clima è buono e se possono essere controllate ed eventualmente aiutate.

È prudente vaccinare la fattrice contro influenza e tetano circa uno o due mesi prima del parto, poiché questo aumenta il tasso anticorpale nel colostro (il primo latte), che aiuta a proteggere il puledro dalle infezioni nelle prime settimane di vita.

Se la cavalla deve partorire lontano da dove sta abitualmente, dovrebbe essere spostata 1 mese circa prima del parto, in modo da poter sviluppare anticorpi specifici nei confronti dei microrganismi ubiquitari del nuovo posto, che quindi passerà al puledro attraverso il colostro.

Molte fattrici partoriscono durante la notte, un'attitudine istintiva e naturale per proteggere il puledro neonato dai predatori, ma non è la regola e non è possibile stabilire con precisione il momento, perciò le cavalle a termine dovrebbero essere controllate per accertarsi che non siano in difficoltà.

Sono diversi gli ormoni che regolano la preparazione del parto, precisamente 6, ognuno con proprietà ben specifiche:

      Estrogeni

      Progesterone

      Relaxina

      Prostaglandina E2

      Ossitocina

      Cortisolo.

Tutti i cambiamenti ormonali che si verificano sia nel feto che nella cavalla rendono difficile capire come realmente si esplicano durante il parto: tale evento si divide in 3 fasi durante i quali si verificano eventi sia all'esterno che all'interno della cavalla.

 

I segni dell'inizio dell'avvicinarsi del parto sono i seguenti:

 

      Da 1 a 4 settimane prima del parto la mammella aumenta di volume e i muscoli della groppa e la vulva si rilassano, rendendo la coda più prominente;

      1-2 giorni prima del parto si distendono i capezzoli e spesso inizia la produzione di un secreto giallognolo, detto "cera";

      Il giorno prima parto, la cavalla può apparire irrequieta, accusare qualche dolore, simil colico e può risistemare la lettiera per prepararsi.

Le fasi del parto

Il parto si divide cronologicamente in 3 fasi:

Prima fase del parto

Come già detto, quando il puledro si porta nella posizione finale per l'espulsione attraverso il canale del parto e la cervice della fattrice si rilassa, la cavalla apparirà irrequieta coricandosi e alzandosi in continuazione con segni di dolore addominale. Alzerà e abbasserà la coda lasciando fuoriuscire piccole quantità di muco, urinando frequentemente.

Questo primo stadio può durare da pochi minuti a diverse ore e finisce nel momento in cui la cavalla "rompe le acque", ovvero quando la placenta si rompe ed il liquido allantoideo fuoriesce.

La rottura della placenta è distinguibile dal rilascio d'urina, in quanto la cavalla non assume la posizione tipica d'urinazione e la quantità di liquido che fuoriesce è eccessiva, anche in considerazione del fatto che la cavalla ha già ripetutamente urinato piccole quantità alla volta.

Il parto fisiologico nella cavalla dura da 20 a 30 minuti (parte espulsiva) e pertanto

può sfuggire anche al più attento proprietario.

Il veterinario deve essere chiamato se la cavalla mostra eccessivo dolore o ha un dolore prolungato senza alcun risultato.

Se la placenta non si rompe, essa apparirà a livello della vulva come un "palloncino rosso". Questa situazione viene definita "red bag" ed indica che il normale sito di rottura della placenta è troppo spesso e la cavalla sta distaccando la placenta per espellere il puledro.

Il puledro in questo momento del parto necessita che la placenta sia a contatto con l'utero per ricevere sangue ossigenato dal circolo materno, per "respirare".

Se si verifica questa situazione è importante rompere immediatamente la placenta o il puledro può soffocare. Si tratta di una situazione d'emergenza.

Normalmente, non appena si rompono le acque il puledro ruota dalla posizione dorso-ventrale o dorso-laterale, alla posizione che manteneva durante la gestazione, la posizione dorso-sacrale, presentandosi con i due piedi anteriori, con la suola

rivolta verso il basso, uno leggermente più avanti dell'altro, seguito dal naso e dalla testa.

Se uno soltanto di questi riferimenti non è rispettato e se la cavalla sembra non riuscire ad espellere il puledro perché troppo grande, o se sembra smettere di spingere, bisogna chiamare immediatamente il veterinario.

Se, invece, la presentazione del puledro è corretta, si può quando necessario aiutare la fattrice ad espellere il nascituro tirando un piede alla volta mentre spinge (se si tirano i piedi insieme si aumenta il diametro del puledro a livello di spalle e ciò rende il passaggio attraverso il canale del parto più difficile).

Una volta rotta la placenta, molte cavalle si coricano per rendere rapido il parto. 

La prima fase del parto dura 1-4 ore e la cavalla è in grado di rallentarla in modo da poter partorire quando si sente più a proprio agio. Questa fase è solitamente più breve nelle cavalle che hanno partorito più volte e finisce improvvisamente con la rottura della membrana corion-allontoidea ("rottura delle acque").

Seconda fase del parto

Generalmente la fattrice rimane sdraiata su un lato per spingere e gli arti anteriori, la testa, il tronco e i posteriori del puledro sono espulsi nel giro di pochi minuti.

Gli arti posteriori, se rimangono dentro il canale del parto, dovrebbero essere fatti uscire manualmente per evitare che con i movimenti possano causare traumatismi. Ovviamente, se la cavalla prova a partorire in piedi, il puledro va sorretto a livello della vulva materna in modo che non cada sul pavimento bruscamente.

Una volta che la cavalla si alza o il puledro inizia a muoversi, il cordone ombelicale si dovrebbe rompere in un punto preciso, (circa 5 cm dall'attacco dell'ombelico).

Non rompere né tagliare il cordone ombelicale: se non si è rotto da sé durante il parto lo farà non appena la fattrice o il puledro si alzeranno. Il sanguinamento dovrebbe essere minimo, a meno che il cordone non si rompa prematuramente.

Se dovesse verificarsi un’emorragia, tamponare con una garza e stringere con 2 dita il cordone per qualche minuto. Si consiglia di disinfettare sempre il cordone ombelicale per 2-3 giorni dopo il parto con tintura di iodio al 2%, oppure semplice Betadine. Sia il rosso (chirurgico) che il giallo (soluzione) vanno bene, ma il giallo essendo al 10% è un po' più irritante per i tessuti.

Una delle cose più interessanti del parto della cavalla è che la seconda fase dura solamente dai 10 ai 30 minuti! Questo grazie ad una serie di processi ormonali, come il riflesso di Ferguson, che ne accelerano l'esito.

È utile ricordare che, se questa fase dura oltre i 30 minuti dalla rottura delle acque, le probabilità che si verifichino complicazioni a carico della fattrice, malattie neonatali o morte del feto aumentano considerevolmente, come le distocie, (o malposizionamenti). L'incidenza delle distocie nella cavalla varia dal 5 al 10% ed è pertanto un evento nei cui confronti si deve pianificare una procedura di intervento, il più celere e cosciente possibile con il veterinario, ma non tratteremo l'argomento in questo articolo già lungo e complesso.

Terza fase del parte (secondamento)

La terza fase del parto inizia nel momento in cui tutto il puledro si trova al di fuori della fattrice, consiste nell'espulsione della placenta e può durare da 15 minuti a 3 ore. L'utero dopo il parto si contrae e la placenta dovrebbe essere espulsa entro le 3 ore dalla nascita del puledro. Nel caso in cui ciò non si verifichi, la situazione deve essere considerata un'urgenza che richiede l'intervento del veterinario, in quanto la ritenzione placentare può comportare infezione dell'utero, tossiemia, laminite e persino morte della fattrice.

Ricordate di non tirarla MAI con le mani e staccarla con forza.

È importante osservare attentamente la placenta, una volta che si è staccata, per valutarne l'integrità, la sua classica forma a "F" e il suo "stato di salute" che rispecchierà quello del puledro.

A seguito dell'espulsione della placenta prenderà inizio il processo di involuzione uterina che porterà nel giro di 8-10 giorni ad un nuovo estro, noto come "calore da parto" che non sempre può essere sfruttato per una nuova fecondazione. Sarà compito del veterinario, dopo un attento esame ecografico, valutare lo stato involutivo, verificare la presenza o meno di fluidi o altre problematiche e stabilire se è il caso o meno di procedere con l'intervento fecondativo o aspettare, a situazione normalizzata, l'estro successivo.

È comunque molto probabile che la placenta venga espulsa quando la cavalla si alza in piedi dopo il parto o quando il puledro inizia ad allattare per la stimolazione alla produzione di ossitocina (uno dei 6 ormoni già citati) che esercita azione contrattile sul miometrio e la fuoriuscita del latte.

Ogni placenta dovrebbe essere esaminata per il proprio peso, per la presenza di anomalie patologiche, colorito, forma (normale a F) e per il fatto di essere stata espulsa in toto.

Cosa accade dopo il parto

Generalmente la cavalla si alza e inizia leccare il puledro pochi minuti dopo il parto, a volte con fievoli vocalizzazioni: questo momento è importantissimo per il legame istintivo che si viene creare e non deve per alcun motivo essere disturbato.

Capita però che a volte le cavalle si corichino di nuovo subito dopo il parto. In condizioni normali, sono tranquille e si riposano, ma a volte manifestano segni di disagio, rotolandosi e mostrandosi irrequiete.

Se questi atteggiamenti non si risolvono entro poco tempo o diventano progressivamente più gravi, possono indicare complicazioni (emorragia dell'arteria uterina, rottura uterina o del colon) e bisogna chiamare urgentemente il veterinario.

Il puledro, le prime cure

Dopo la nascita un puledro sano e vitale deve raggiungere il decubito sternale più o meno in 15 minuti e il primo tentativo di alzarsi dovrebbe avvenire dopo circa 30 minuti dal parto. Entro 2 ore il puledro dovrebbe stare in piedi per cercare la mammella, anche se i primi tentativi di alzarsi sono spesso disastrosi, perché non ha ancora acquisito la forza di sorreggersi. Se dopo i primi tentativi volete dargli una mano, potete sostenerlo per la coda, saldamente ma senza strattonare per evitare lesioni anche in questa sede: questo lo aiuta a mantenersi in equilibrio contribuendo a dargli un po' più di sicurezza, ma MAI dalla gabbia toracica perché rischiereste di fare danno dato la fragilità delle coste.

Non dimentichiamoci che a differenza dei cuccioli di cane e gatto, il puledro alla nascita non ha difese immunitarie, ma dipende dalla madre per quanto riguarda l'acquisizione degli anticorpi (immunità passiva): per questo è di fondamentale importanza che ingerisca il colostro dalla madre (il "primo latte") in modo da assumere, entro le prime 8-12 ore dalla nascita, un quantitativo adeguato di anticorpi. Se il puledro non ha poppato entro 3 ore o non presenta riflesso di suzione o non cerca la mammella, bisogna chiamare il veterinario perché potrebbe essere un puledro a rischio. Il meconio deve essere espulso entro 2-12 ore e le prime urine emesse entro 6-10 ore.

La temperatura rettale è compresa tra 37°C e 39°C e le estremità degli arti devono essere calde.

Se il puledro non ha interesse a prendere il latte dalla mamma, potrebbe avere fastidio per la ritenzione del meconio: primo abbozzo fecale, duro ed abbondante che si forma nella vita fetale. Dato che sono feci abbondanti e dure come sassi, se non vengono espulse nei tempi giusti possono causare dolori di pancia al puledro, che mostrerà segni di disagio e di conseguenza non si sentirà di prendere il latte dalla mamma entro i tempi (entro 2 ore dalla nascita).

Per questo motivo è buona norma fargli un clistere tiepido pronto all'uso a base di olio di vaselina (o altro in commercio) acquistabile in qualsiasi farmacia, in quanto è anche ad uso umano.

Per quei puledri meno riluttanti a puppare, lo stesso effetto lassativo del latte, spesso favorisce spontaneamente l'eliminazione del meconio ma in pratica, dato che questo causa disagio e dolori addominali, prima viene eliminato, prima il puledro si sente bene ed è quindi più desideroso di poppare dalla mamma. Io personalmente preferisco prima aspettare che il puledro vada a poppare per poi in caso intervenire con il clistere.

Per quanto riguarda la ricerca della mammella è, per il neonato, un compito lungo e arduo che può impegnare parecchio tempo. Il puledro si avvicina alla mamma da varie angolazioni e prova a succhiare in punti improbabili, prima di capire finalmente da dove arriva il latte e come fare ad alimentarsi.

A volte (e se siamo fortunati), quando la mammella è troppo piena, la cavalla sente dolore e, infastidita dal puledro, rischia di diventare aggressiva. In questi casi basta mungerla un po': riducendo la tensione della mammella, quasi sempre la fattrice diventa più docile ed accetta che il puledro le si avvicini.

Come già accennato, il puledro dovrebbe assumere il colostro entro due ore dalla nascita, altrimenti, andando avanti con le ore aumenta esponenzialmente il rischio di contrarre infezioni, che possono compromettere seriamente la sua salute fino, nei casi più gravi, comportarne la morte. Tra l'altro, il grado di assorbimento dei villi intestinali del puledro alle macromolecole, quali appunto gli anticorpi, scema con il passare delle ore e quindi deve rientrare in una finestra temporale molto ristretta, poché gli enterociti specializzati per l'assorbimento delle immunoglobuline rimangono attivi per 24 ore.

Quindi se entro 2 ore il puledro non ha ancora trovato la mammella, non preoccupatevi: basta aver con sé pronto un biberon con un buco d'uscita un po' più grosso del normale, e con calma potete mungere la cavalla in un recipiente pulito, filtrare con una garza il colostro e metterlo nel biberon. La quantità di colostro che si riesce a mungere dipende dalla cavalla ma in genere risulta tra i 20 ed i 100 ml.

Se il puledro sta bene e ha fame accetterà di buon grado il biberon e succhierà velocemente il latte che, essendo molto ricco di glucosio, gli darà anche una bella botta di energia, la stessa energia che probabilmente gli servirà a rimettersi in moto per ritrovare la mammella, oltre l'indiscusso ed essenziale beneficio dell'immunità passiva colostrale.

Nelle prime 12 ore di vita del puledro è importante, anche se la mamma è stata regolarmente vaccinata, somministrargli del siero antitetanico in un muscolo della coscia (mai nel collo), e che il vostro veterinario verifichi che la quantità di anticorpi assunti dal puledro con il colostro sia sufficiente ad evitare il rischio di infezioni.

La valutazione del titolo anticorpale si può far fare dal veterinario anche in campo: si fa un prelievo di sangue al puledro e si utilizza un semplice test disponibile in commercio.

Per quanto riguarda le patologie del puledro, ahimè esse sono numerose; le più frequenti sono: asfissia perinatale, ritenzione di meconio, uraco pervio, onfalite, ernia ombelicale, rottura della vescica, mancato trasferimento dell'immunità passiva, isoeritrolisi neonatale e deformazioni degli arti.

Si tratta di condizioni che richiedono il rapido intervento del Medico Veterinario in quanto mettono in pericolo la vita del puledro.

 

Insomma per qualsiasi dubbio o per paura di non saper gestire bene le varie fasi del parto della cavalla, il vostro veterinario è sempre a vostra disposizione!

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